Bocca, mandibola e postura:
quando il corpo cerca un nuovo equilibrio

La lingua non è un elemento isolato

Negli articoli precedenti abbiamo approfondito il ruolo della lingua sia dal punto di vista nutrizionale del bambino, sia dal punto di vista strutturale, inteso come lo stimolo che una corretta posizione linguale può determinare nello sviluppo dell’arcata palatina.

In questo nuovo articolo osserviamo un altro aspetto, altrettanto importante: il ruolo che la lingua può svolgere quando esercita correttamente la sua funzione.

Per capire meglio questo concetto, è utile partire dalla struttura del nostro corpo.

Quest’ultimo non è formato da parti isolate, ma rappresenta un sistema in cui muscoli, tendini, legamenti, ossa e articolazioni collaborano continuamente per consentirci di mantenere una posizione stabile nello spazio e permetterci i movimenti.

Anche la lingua, pur sembrando un elemento secondario rispetto al resto del corpo, assume un ruolo importante in questo equilibrio.

Il corpo è una struttura in equilibrio

Il nostro corpo è costituito da un tronco centrale, rappresentato dalla colonna vertebrale, che sostiene verso l’alto due prolungamenti, cioè spalle e braccia, e verso il basso due prolungamenti che, aprendosi come una V rovesciata, formano gli arti inferiori.

All’estremità superiore della colonna poggia il cranio che, insieme alla mandibola, costituisce la testa. Dal punto di vista fisico, una struttura di questo tipo non potrebbe rimanere eretta e stabile da sola. A mantenerla in equilibrio contribuiscono muscoli, tendini e legamenti, che lavorano insieme per permetterci di stare in piedi, muoverci e mantenere una posizione stabile nello spazio.

A questa stabilità contribuiscono anche le curvature fisiologiche presenti nella colonna vertebrale: due cifosi e due lordosi.
Le prime si trovano a livello dorsale e sacrale, le seconde a livello cervicale e lombare. Queste curve sono elementi naturali della nostra struttura e aiutano a distribuire meglio carichi, tensioni e movimenti.

Quando questo equilibrio si altera, il corpo tende ad attivare meccanismi di compensazione.

Il ruolo della lingua nell’equilibrio della testa

La testa è mantenuta in equilibrio sull’estremità superiore della colonna grazie al lavoro coordinato di diverse fasce muscolari, che collegano l’occipite, cioè la parte posteriore del cranio, alla mandibola.

La lingua, posta al centro, svolge una funzione di bilanciamento, soprattutto quando si appoggia correttamente al palato, nello spot linguale, cioè quell’area delle rughe palatine posta subito dietro gli incisivi superiori.

Quest’organo muscolare, inoltre, nella sua parte inferiore è collegato all’osso ioide, un piccolo osso a forma di ferro di cavallo che si trova nella parte anteriore del collo, davanti alla gola. Questo ossicino non si articola direttamente con altre ossa, ma rimane sospeso grazie a muscoli e legamenti.

Proprio per questa particolare posizione, rappresenta un elemento importante di stabilità, equilibrio e corretta postura, contribuendo a mantenere dritta la testa dritta e il piano degli occhi parallelo all’orizzonte.

Disequilibri e compensi

Se questo equilibrio non funziona correttamente, possono crearsi delle alterazioni a livello strutturale.

La testa può assumere una posizione inclinata e il resto del corpo sarà costretto a compensare per continuare a mantenere il piano degli occhi parallelo all’orizzonte. Ecco che allora:

  • le spalle possono inclinarsi da un lato o dall’altro;
  • la colonna può assumere curvature non più fisiologiche, come nel caso della scoliosi;
  • il bacino può assecondare la posizione delle strutture superiori, inclinandosi a sua volta.

Questo può determinare anche un falso accorciamento di un arto. Ossia può sembrare che una gamba sia più corta dell’altra, senza esserlo effettivamente dal punto di vista anatomico.

Molte volte mi è capitato di incontrare pazienti con plantari o solette sotto un piede per compensare un arto apparentemente più corto.
In alcune situazioni, però, quell’arto non era realmente più corto, ma rappresentava il risultato di un adattamento che il corpo era stato costretto a compiere per trovare un nuovo, seppur precario, equilibrio.

In questi casi, lavorare sull’equilibrio orale può contribuire a migliorare l’assetto generale e, quando presente, risolvere tale dismetria funzionale.

Tensioni, dolori e affaticamento muscolare

Bisogna sottolineare che, soprattutto in presenza di questi disequilibri, possono comparire affaticamento muscolare, contratture, tensioni, trismi e dolori a livello di schiena, spalle, collo e testa.
Il trisma è uno spasmo dei muscoli masticatori che impedisce o limita in modo importante l’apertura della bocca.

Anche alcune cefalee ricorrenti possono essere collegate a tensioni muscolari, mandibolari o posturali.
Questo non significa che ogni mal di testa dipenda dalla bocca. Ma quando il disturbo si ripresenta spesso o si accompagna a tensioni mandibolari, contratture, difficoltà di apertura o fastidi cervicali, anche la vostra bocca merita una valutazione.

Alcuni nostri pazienti con cefalee croniche sono migliorati attraverso un lavoro di aggiustamento della posizione mandibolare, così da favorire un funzionamento più fisiologico delle catene muscolari e contribuendo a sciogliere tensioni interne che possono essere collegate alla suddetta sintomatologia.

Il nostro obiettivo non è cercare una causa unica, ma comprendere meglio il quadro generale e, quando possibile, aiutare il paziente a ridurre un disturbo che può incidere sulla sua qualità di vita.

Quando la funzione della lingua va educata

È fondamentale, perciò, che la lingua svolga una funzione corretta.
Quando questa funzione manca, deve essere educata e insegnata.

Educare la lingua significa aiutare il paziente a prendere consapevolezza della sua posizione, della sua mobilità e del modo in cui partecipa all’equilibrio della bocca.

Attenzione però: una postura scorretta della lingua, mantenuta in basso e appoggiata sul pavimento orale anziché in alto, nello spot palatino, può derivare anche da una limitazione strutturale.

Infatti, in presenza di un frenulo linguale corto, cioè quel piccolo “filetto” che collega la lingua alla parte inferiore della bocca, vicino allo sbocco delle ghiandole salivari, la lingua può non riuscire a muoversi correttamente.

Come capire se il frenulo linguale è corto?

Per capire se il frenulo è corto, basta far protendere la lingua fuori dalla bocca: se la parte anteriore assume una forma a cuoricino, anziché una forma appuntita o arrotondata, può significare che quel frenulo limita il movimento della lingua e che potrebbe essere necessario intervenire per allungarlo.

Quando indicato, nel nostro studio questo tipo di trattamento può essere eseguito con il laser, con precisione e un impatto generalmente ridotto sia durante l’intervento sia nel post-operatorio.

Dopo l’incisione, però, è fondamentale eseguire una ginnastica linguale domiciliare, per evitare che la guarigione riporti i tessuti a una situazione simile a quella precedente all’intervento. Per questo il trattamento del frenulo deve essere inserito in un percorso funzionale più completo.

In conclusione

Quando si parla di lingua, quindi, bisognerebbe considerare tutti questi aspetti, perché riguardano un organo fondamentale per molte funzioni del nostro corpo.

La lingua ci parla in tanti modi.
È fondamentale, però, saperla ascoltare e conoscere le sue funzioni.

Se hai dubbi sulla posizione della lingua, sulla presenza di un frenulo corto o su tensioni che si ripresentano nel tempo, puoi contattarci per una valutazione.

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